Calore diretto, pagato in chilowattora anziché in COP
I migliori riscaldatori per piscina del 2026
Questo scaffale raccoglie i riscaldamenti che fabbricano il proprio calore invece di spostarlo: riscaldatori elettrici in linea, resistenze immerse, e i fusti in acciaio inox a legna che si posano accanto a una vasca con una serpentina dentro. Condividono una proprietà onesta — ogni kilowatt di calore costa un kilowatt di energia, senza la moltiplicazione che offre una pompa di calore — e un vantaggio pratico: funzionano a qualsiasi temperatura dell’aria, e scaldano molto più in fretta. La cifra da leggere per prima è la potenza in watt, 2 000-3 000 W essendo corrente per un modello a immersione, perché fissa sia la velocità di riscaldamento sia il circuito che richiede; oltre i 3 000 W circa su una sola linea a 230 V si sfiora il limite di una presa domestica. La seconda è la portata che un riscaldatore in linea richiede, perché una resistenza elettrica insufficientemente bagnata scatta o cede — per questo il flussostato e il termostato di sicurezza sono i due dispositivi che conviene confermare per nome anziché darli per scontati. Nei riscaldatori a legna l’equivalente è il materiale e lo spessore della serpentina: inox da capo a fondo, o pelle inox su una serpentina in acciaio dolce. Poi la misura dell’attacco, 32 o 38 mm, che decide se si inserisce in un circuito di tubi esistente. E il termostato, che qui va da una manopola bimetallica a niente del tutto. Confrontiamo: potenza, portata richiesta, campo del termostato, distacchi di sicurezza, materiali a contatto con l’acqua, diametro di raccordo e velocità di salita dichiarata.