Cosa rende confrontabile una percentuale
La quota di un prodotto, in peso, che è cloro disponibile per la disinfezione. È dichiarata ai sensi delle regole di etichettatura chimica anziché inventata per il marketing, ed è la cifra che trasforma tre chimiche incompatibili in un solo scaffale confrontabile.
Aggiusta anche qualcos’altro, che pesa più di quanto sembri all’inizio: rende onesto un prezzo. Il peso da solo non è una base di confronto in questo scaffale, perché un chilogrammo di un composto fa una quantità di lavoro diversa da un chilogrammo di un altro.
Le tre cose di cui non dice nulla
Non promette nulla sull’apporto di stabilizzante. Tricloro e dicloro sono stabilizzati — portano acido cianurico, che protegge il cloro dalla luce solare e che si accumula in acqua perché nulla lo rimuove se non la diluizione. L’ipoclorito di calcio non ne porta. La percentuale non dice quale dei due sia in gioco, e la pagina stampa la chimica separatamente esattamente per questo.
Non promette nulla sul comportamento del pH. Il tricloro è acido, il dicloro quasi neutro, l’ipoclorito di calcio alcalino. Ciascuno tira l’acqua in un senso diverso e ciascuno chiede dunque un correttore di pH diverso.
E non promette nulla su ciò di cui la vostra acqua ha bisogno. Quello dipende dai bagnanti, dal sole, dalla pioggia e da ciò che è già disciolto, e niente di tutto ciò è pubblicato da chicchessia.
Le cifre accanto a cui si legge
La chimica, nominata per esteso — tricloro, dicloro, ipoclorito di calcio — perché è lei a decidere stabilizzante e pH. La dose al metro cubo, che è l’istruzione propria del produttore. La velocità o il metodo di dissoluzione, poiché un granulo sparso non sciolto su un fondo in vinile lo scolorisce e una pastiglia lenta è un altro prodotto all’uso rispetto a una rapida. E la misura della confezione, perché il cloro aperto assorbe umidità e si impasta.
L’intero scaffale della disinfezione
L’intero scaffale della disinfezione: pastiglie di cloro, granulato di cloro, bromo e ossigeno attivo, ciascuno con un contenuto attivo secondo lo stesso principio. Anche i prodotti da invernaggio, dove la riga che conta è di solito l’assenza di cloro e la presenza di altro, e dove la concentrazione pubblicata è ciò che rende confrontabili due bottiglie.
Una riga di sicurezza è ripetuta su ogni pagina di questo gruppo anziché enunciata una volta qui: due prodotti clorati non vanno mai mescolati nello stesso secchio o dosatore, nemmeno in tracce. È l’istruzione dei produttori stessi e quella della scheda di sicurezza, e questo sito la riporta invece di attenuarla.
Le domande che ci arrivano più spesso
Una percentuale più alta significa un prodotto migliore?
Significa più cloro per chilogrammo, il che rende confrontabile il prezzo al chilogrammo. Non significa che il prodotto vada bene alla vasca: il tricloro sta attorno al 90 % ed è stabilizzato, quindi aggiunge anche acido cianurico a ogni pastiglia, e una vasca già vicina al suo tetto di stabilizzante è proprio il caso in cui il prodotto al 65 % è quello giusto.
Perché confrontare sulla percentuale e non sul prezzo?
Perché un secchio da cinque chilogrammi al 56 % e uno da cinque chilogrammi al 90 % non sono lo stesso acquisto. Dividere il prezzo per il cloro disponibile anziché per il peso è ciò che rende confrontabili due scaffali, ed è il calcolo che le pagine di qui preparano stampando entrambe le cifre.
La percentuale è la stessa cosa della dose?
No, e le due si confondono di continuo. La percentuale descrive il prodotto; la dose al metro cubo è l’istruzione del produttore per usarlo. Entrambe sono pubblicate, entrambe compaiono sulle pagine di qui, e nessuna delle due è un consiglio su una vasca particolare.
E il bromo e l’ossigeno attivo?
Pubblicano il proprio contenuto attivo secondo lo stesso principio — il bromo come percentuale di bromo disponibile, l’ossigeno attivo come percentuale del composto perossidico o persolfato. Quelle cifre non si scambiano con quelle del cloro, e le pagine non le presentano come se lo facessero.
Riletto il 21 settembre 2026